Pamir Express (Libro)

Pamir Express

In viaggio in Asia Centrale

Il mio primo libro, “Pamir Express, in viaggio in Asia Centrale”, edito da Polaris, è stato pubblicato a marzo 2017.

Il libro è il diario di un viaggio dal Tagikistan al Kirghizistan, intrapreso nel 2012, seguendo la Strada del Pamir (Pamir Highway) da Dushanbe a Osh, e proseguendo in Kirghizistan fino al lago Song Kul. Un’avventura lungo la Via della Seta, nel cuore degli “stan”.


Pamir Express in viaggio in Asia Centrale copertina libro

Non avevo pensato di scrivere questo libro prima di partire per il viaggio attraverso il Tagikistan e il Kirghizistan. A dire il vero, non avevo mai pensato di scrivere un libro. Tornavo da un viaggio e buttavo giù qualche riga, un frammento, una sensazione generale o un aneddoto, quasi come quelle righe fossero un corollario alle fotografie. Per quanto mi desse soddisfazione, lì finiva il mio scrivere. Un libro non era nemmeno nei miei pensieri più reconditi.

Pamir Express è nato per caso. Il viaggio invece no. Era da tempo che sbirciavo la mappa dell’Asia Centrale e cercavo informazioni sulla Via della Seta. La letteratura di viaggio era quasi inesistente. Avevo letto i pochi libri di viaggio che parlavano di Asia centrale. Le guide di viaggio descrivevano quelle zone, in particolare le montagne del Pamir, come luoghi inavvicinabili per viaggiatori indipendenti.

Sono partito allora per un viaggio in Uzbekistan. Una terra di mezzo, dove i pochi viaggiatori che incontravo erano vagabondi persi in quelle steppe mentre viaggiavano verso o di ritorno dall’Oriente (esattamente come ai tempi della Via della Seta). Questo libro è anche merito loro, alle loro voci di corridoio, agli echi di altri viaggiatori che hanno attraversato il Pamir. Quei bisbiglii mi hanno convinto che questo viaggio sugli altopiani tra Tagikistan e Kirghizistan si poteva fare. L’Asia centrale mi tentava sempre di più. La Via della Seta oggi è un ricordo lontano, una suggestione, perché ora al posto della seta ora transitano oppio e ferro. Ma in Asia centrale è facile immergersi in quel clima.

Ho passato mesi a carpire informazioni, poi sono partito. Un bagaglio a mano, un biglietto aereo e il visto Kirghizo. Fine dell’organizzazione.

Da lì al vedere Pamir Express in libreria ci sono state molte avventure, storie e leggende da raccontare, luoghi di cui si conosce poco ma che nascondono molte sorprese per un viaggiatore. Nonostante tutto ciò, quando sono tornato non ho pensato di scrivere un libro, un diario di viaggio. È stata una coincidenza, una miccia innescata da una storia scritta da un amico, su una notte in una stazione di autobus da qualche parte in Argentina. Non so cosa sia scattato. So solo che ho iniziato a scrivere, senza pensarci due volte. Il risultato è questo libro: “Pamir Express. In viaggio in Asia centrale”


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Qui ho pubblicato le foto del viaggio, che non sono parte del libro.

Alcuni articoli sull’Asia Centrale dal mio blog

Mappa del viaggio:

Mappa viaggio Pamir Highway Via della Seta

Itinerario del viaggio:

L’itinerario seguito è la storica strada del Pamir, la M41, che attraversa il Tagikistan, da Dushanbe, per attraversare i monti del Pamir fino a Osh, in Kirghizistan. Qualcuno la chiama Pamir Highway, qualcuno strada del Pamir, qualcuno più semplicemente M41.  La Via della Seta non era un percorso unico e ben definito. Si diramava dall’Oriente all’Occidente, e in Asia centrale aveva il suo fulcro. Di lì ci si doveva passare per forza.

Si possono fare diverse deviazioni lungo questo itinerario, più semplici se si dispone di un mezzo proprio, più complicato se si affronta la strada M41 con i mezzi locali.

Da Dushanbe la strada del Pamir segue il confine afgano fino a Khorog, per poi staccarsi dal corridoio del Wakhan e proseguire verso l’altopiano del Pamir, passando per Alichur, Murghab, Karakul e poi verso il confine tra Tagikistan e Kirghizistan oltre il passo Kyzyl Art.

L’itinerario ufficiale della M41 termina a Osh, passando prima da Sary Tash (io ho fatto deviazione a Sary Mogol), dopo 1300 km da Dushanbe. Da Osh il mio viaggio è proseguito verso Bishkek, poi Kochkor e il lago Sonk Kul.

Libri di viaggio sull’Asia centrale

Buonanotte, signor Lenin, di Tiziano Terzani: Un libro nato per caso. Terzani era in viaggio in Oriente, sul fiume Amur in Siberia. Proprio in quel momento crolla l’Unione Sovietica, che si spacca in tutti quei paesi che oggi finiscono in “stan”: Uzbekistan, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan,… Terzani allora parte e viaggia in Asia centrale in lungo e in largo, cercando testimonianze dal vivo del cambiamento. Vaga tra le capitali dei paesi incontra e intervista vari personaggi, trovando poche conferme e molti dubbi su un possibile cambiamento. Un libro che racconta il cambiamento dell’Asia centrale, focalizzato più su quella storia che sul viaggio in sé. Utile per farsi un’idea di quelle terre nel momento in cui è crollato il comunismo.

Ombre sulla Via della seta, di Thubron Colin: Un grande narratore di viaggio che si è occupato approfonditamente dell’Asia centrale. Fornisce molte informazione sulla storia e le vicissitudini occorse lungo la Via della Seta, descritte con molta maestria. Tra i libri di Colin Thubron c’è da segnalare anche “Il cuore perduto dell’Asia”, che tratta ancora la Via della Seta fino al Pamir.

Popoli della Yurta. Il Kazakhstan tra le origini e la modernità: un libro per viaggiare in Kazakistan, edito da Jaca Book.

La Via della Seta, di Eugenio Turri: un viaggio prima degli anni 60 nelle terre degli “stan”, luoghi di incontri dell’autore con la gente di quelle terre sperdute in mezzo all’Asia. Dello stesso autore, c’è anche da segnalare “Taklimakan, il deserto da cui non si torna indietro” e “Viaggio a Samarcanda“. Il titolo del primo è il significato letterale del deserto che occupa uno degli “stan” non ufficiali, ovvero l’Uiguristan, inglobato dalla Cina nella sua regione più occidentale dello Xinjiang. Nel secondo libro, l’autore racconta un viaggio lungo la Via della Seta terminato proprio nella città di Samarcanda in Uzbekistan.

– Notizie dall’Asia centrale. Diario di viaggio, di Emanuela Gris: un racconto di un viaggio che parte dall’Europa e arriva fino all’Himalaya, passando per l’Asia centrale, tra racconti e lettere scambiate con gli amici da casa.

Altri libri sull’Asia Centrale

Il Grande Gioco. I servizi segreti in Asia centrale. Di Peter Hopkirk. Uno dei libri più avvincenti, che descrive molto vividamente la Storia in Asia Centrale. Il Grande Gioco deve il nome a Conolly, ufficiale britiannico che catturato dall’emiro di Bukhara si dovette scavare la fossa prima di essere decapitato in piazza, insieme al suo compagno Stoddart. Lungo la Via della Seta viaggiavano anche spie e soldati, in una lunga serie di battaglie, sia diplomatiche che sul campo. Peter Hopkirk racconta molto bene tutte le vicissitudini, alleanze, battaglie, accordi e tradimenti, mettendo una luce sulla storia di queste terre dimentate nei libri che normalmente si leggono.

Imperium, di Ryszard Kapuściński: un libro storico, pietra miliare sulla letteratura del blocco sovietico, che racconta storie dai viaggi dell’autore nelle terre dell’ex URSS, che spazie dalla Russia, Asia centrale ai pasei limitrovi. Molto indicato per una visione d’insieme che spazia in tutto il 1900.

La via delle spezie, di John Keay: Nel corso della storia, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti. Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie. La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero.

Tra i Kirghisi del Pamir Alaj, di Jelen Igor: Il libro approfondisce la comunità kirghiza, fatta di clan e tribù, ripercorrendo la loro storia e la loro cultura da lontano, fino ai tempi moderni.

Asia Centrale in immagini

Visto che Pamir Express non fa parte dei libri fotografici, qui si può trovare qualche mio scatto che completa la narrazione del viaggio:

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Una donna lungo la Via della Seta: tra le cose più sorprendenti dell’Asia centrale ci sono proprio i volti della gente che s’incontra lungo la strada.

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Lago Karakul, Tagikistan: da non confondere con l’omonimo lago in territorio cinese, non lontano da questo, è uno specchio d’acqua in una depressione originata da un meteorite. A circa 4000 metri di quota, è un luogo di purezza e pace, sul quale si affaccia il villaggio di Karakul.

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La strada del Pamir, sull’altopiano tra Tagikistan e Kirghizistan. Incorniciata dalle vette innevate del Pamir, è aperta tutto l’anno pur con un traffico quasi inesistente.

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Prateria in kirghizistan, con le vette del Pamir sullo sfondo. Non visibile, tra le nuvole, la vetta del Peak Lenin. Questa vallata s’incontra scendendo dal confine tra Tagikistan e Kirghizistan, nel villaggio di Sary Tash, poi continua verso Sary Mogol e prosegue oltre. La prateria corre lungo la catena montuosa. Una volta Via della Seta, oggi via dell’oppio.

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Yurte kirghize, di tradizione mongola, nomade, intorno al lago Song Kul, una delle mete più suggestive non solo del Kirghizistan ma dell’Asia centrale intera. Questo lago, ben più piccolo del più noto Issyk Kul, è un luogo idilliaco dove trascorrere una notte con la gente nomade.

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Uno dei passi oltre i 4300 metri di quota lungo la Pamir Highway, dove la neve persiste anche nei mesi estivi.

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Una macelleria all’interno di una yurta, sull’altipiano del Pamir.

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Un volto, un bambino di pochi anni che sembra un libro aperto, con una storia da raccontare.

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Gruppo di anziani a Murghab, sull’altopiano del Pamir. Volti tipici dell’Asia centrale, incrocio di etnie persiane e mongole. Il Pamir, e in generale quella zona dell’Asia, sono stati da sempre crocevia di popoli. Soldati e mercanti della Via della Seta sono sempre stati di passaggio. In pochi si sono fermati.

Guida di viaggio per l’Asia Centrale

Asia Centrale, EDT: Questa guida della Lonely Planet era andat fuori produzione alcuni anni fa, ed è stata rieditata nel 2018. Come tutte le guide Lonely Planet, è ricca di informazioni pratiche mentre non si addentra come gli altri libri sulla storia dei paesi e della Via della Seta. In una regione dove gli equilibri possono cambiare molto spesso, la precisione di indirizzi e contatti non sempre è affidabile al 100%, ma può essere utile per avere le mappe e alcuni suggerimenti pratici.

Mongolia, di Federico Pistone, editore Polaris: Anche questo libro non è esattamente sull’Asia centrale, ma racconta e fa da guida per la Mongolia, paese molto legato e simile al Kirghizistan. Utile per chi volesse proseguire il viaggio più a oriente.

Uzbekistan, Nelle steppe dell’Asia Centrale, di Prisca Benelli e Claudio Deola, editore Polaris: una guida di viaggio che parla dell’Uzbekistan (non di Tagikistan e Kirghizistan come “Pamir Express”), che oltre a dare informazioni pratiche per organizzare un viaggio in Uzbekistan racconta in dettaglio la cultura e la storia molto ricca e articolata del Paese fulcro della Via della Seta. Fornisce itinerari, spunti sull’architettura delle città, luoghi nei deserti e nelle steppe tipiche dell’Asia Centrale.

Kazakhstan, di Paul Brummell: una guida per chi vuole viaggia in Kazakistan.

Tajikistan, Bradt editore. Guida di viaggio. Sophie Ibbotson si è trasferita in Asia centrale nel 2008 e ha vissuto e lavorato negli “Stan” per i successivi cinque anni, fornendo consulenza ai governi nazionali e promuovendo gli investimenti. Viaggia in Asia centrale più volte all’anno e continua a sviluppare e promuovere opportunità di investimento e turismo. Claire Blackmore ha lavorato in Kirghizistan, Kazakistan e Tagikistan. Ha visitato il Tagikistan per la prima volta dopo un lungo inverno europeo e si è innamorata del calore e dei colori della capitale, Dushanbe. Da allora è stata in Tagikistan cinque volte, esplorando ogni volta una nuova parte del paese e tentando  di migliorare le sue abilità linguistiche. Vuole che gli altri scoprano di più su questo paese affascinante e accogliente per condividere la bellezza selvaggia e incontaminata e gli aspri paesaggi di montagna. Dopo essersi laureato in relazioni economiche internazionali, Behruz Boev ha lavorato nel turismo per quattro anni, sia come guida turistica che come manager in numerose agenzie turistiche. Ha fatto volontariato e lavorato in molte diverse organizzazioni internazionali, ma trae il massimo piacere dall’esplorare il suo paese e condividerlo con gli altri. Ama il suo lavoro, la natura, le persone, le tradizioni locali, i costumi e la musica, ed è appassionato di presentare il suo paese al resto del mondo. Vede l’organizzazione di tour non solo come la sua professione ma come un’arte, creando un contatto e una comprensione più profondi tra i turisti e il suo paese e portando a casa un po ‘dell’ospitalità tagika nei loro bagagli.

Kyrgyzstan, Bradt editore. Guida di viaggio. Laurence Mitchell è uno scrittore e fotografo di viaggi con un interesse per i luoghi dimenticati, le zone di confine e i territori in transizione. Dopo aver completato una laurea in scienze ambientali e perseguito una carriera variegata che ha incluso l’insegnamento dell’inglese nel Sudan rurale, il lavoro d’ufficio e il rilevamento di edifici agricoli storici, si è riqualificato come insegnante di geografia, che ha perseguito per 12 anni prima di scambiarlo con le incertezze del pieno – scrittura e fotografia di viaggi nel tempo. Oltre a scrivere guide per Bradt tra cui Serbia, Norfolk (Slow Guides) e Suffolk (Slow Guides), ha anche scritto per una serie di pubblicazioni che includono Walk, hidden Europe, Geographical, Discover Britain e Russian Life.

12 comments on “Pamir Express (Libro)

  1. Un bellissimo libro sull’Asia Centrale. Complimenti. Finalmente un po’ di narrativa di viaggio dalla Via della Seta raccontata direttamente dal viaggio, su paesi di cui non si sente parlare molto. Tagikistan e Kirghizistan, vi visiterò appena possibile!

    1. Grazie Giovanni. In effetti c’è poca letteratura di viaggio su Tagikistan e Kirghizistan. Per l’Asia centrale e la Via della Seta ci sono molti libri sulla storia. Sono contento che il mio racconto possa ispirare qualche viaggiatore!

  2. Cercavo un libro sulla via della seta, con le impressioni di viaggio vere. Questo reportage “in diretta” è proprio quello che cercavo. Mette una luce chiara e nitida sulle terre dell’asia centrale, traccia una via da percorrere. Non so quando riuscirò ad avventurarmi sulla strada del Pamir, ma ci conto!

  3. Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno che non lo sa e la fa… Mi è venuta questa frase in mente leggendoti, in fondo da sempre questo è lo spirito del viaggiatore, arrivare là dove non si era spinto nessuno fino a quel momento!
    Davvero belle suggestioni dal Pamir, mi era del tutto sconosciuto… ho messo il libro in Wishlist 🙂

    1. Ciao, grazie per il pensiero. Anch’io credevo fosse impossibile, e invece poi ho scoperto che è stato più semplice del previsto, pur rimanendo una bella avventura con diverse incognite. Se leggerai il libro attenderò le tue impressioni in merito!

      Marco

  4. Un libro di viaggio veramente ben scritto e avvincente! Viene voglia di partire e viaggiare tra le montagne dell’Asia Centrale, seguendo le orme di Marco Polo lungo la via della Seta, affascinante luogo di contatto e scambio di popoli, culture e tradizioni millenarie! Nel tuo libro sei riusciuto a rendere lo spirito di avventura che contraddistingue oggi, come in un passato quasi mitico, i veri viaggiatori ed esploratori! Complimenti!

  5. Buona sera,

    Prima di tutto complimenti per il libro. Lo ho scoperto tramite questa pagina, e lo ho letto tutto d’un fiato, dopo essere stata in Asia centrale e avere percorso la strada nel Pamir. Leggere il racconto così vivido mi ha fatto tornare alla memoria i volti delle persone incontrate, i paesaggi in mezzo al niente, la solitudine e il calore umano di quei popoli.
    Un saluto,
    Carla

  6. Ciao Marco, complimenti per il libro. Sono da tempo interessato all’asia centrale e alla via della seta e mi è sembrato di essere lì. Se decido di viaggiare lì l’anno prossimo mi permetterò di farti alcune domande.

  7. Ho letto il libro e mi è piaciuto molto. Un racconto coinvolgente che porta il lettore direttamente sul posto. Sogno anch’io di viaggiare in Asia Centrale un giorno, la strada del Pamir e la via della seta fino in Cina. Lo tengo come guida di viaggio.

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