Racconto di viaggio – Trekking sui vulcani di Lanzarote
Trekking a Lanzarote
Quando si visita Lanzarote, l’errore più comune è limitarsi ai percorsi turistici più noti e frequentati. Per scoprire la vera anima dell’isola, conviene invece puntare sui coni vulcanici meno battuti, lontani dai flussi di massa.
La strategia migliore per pianificare queste escursioni in autonomia richiede un approccio metodico:
– Studio preventivo delle mappe: Utilizza applicazioni di cartografia offline, così da poter rilevare la posizione sui sentieri anche nelle zone prive di copertura di rete. Attenzione però a non fare affidamento alla sola posizione GPS perdendo di vista l’orientamento
– Analisi dei rilievi: Incrocia la vista satellitare con le mappe offline (tipo app OroxMaps su Android con mappa offline delle Canarie) con le curve di livello di Google Maps per individuare sentieri secondari, tracce verso le caldere meno accessibili ai circuiti commerciali.
– Gestione logistica: Valuta con attenzione i punti di accesso e parcheggio ai margini dei coni vulcanici minori, dove spesso iniziano tracce sterrate che offrono panorami altrettanto spettacolari rispetto al Parco Nazionale di Timanfaya, ma spesso in completa solitudine.
– Attenzione alle zone interdette al cammino o le zone militari dove è vietato andare
A livello pratico, il trekking a Lanzarote è generalmente molto semplice grazie alla conformazione dei coni vulcanici, che presentano pendenze regolari e una superficie stabile formata da lapilli e sabbie basaltiche.
Tuttavia, l’escursionismo richiede attenzione a due fattori chiave:
– Pendenza: Anche se i sentieri sono lineari, l’ascesa verso i crateri può farsi improvvisamente molto ripida, richiedendo un buon impegno muscolare e calzature adatte.
– Esposizione al vento: Trovandosi in aperta esposta agli alisei, i crinali e le cime dei vulcani sono spesso soggetti a raffiche molto forti, che possono rendere faticoso il percorso o richiedere una protezione antivento adeguata anche nelle giornate più calde.
Conviene andare a Lanzarote?
Lanzarote offre una rara alternativa nel panorama delle Isole Canarie, riuscendo a preservare un’atmosfera autentica e selvaggia grazie a un turismo complessivamente più sostenibile e meno massificato rispetto ad altre isole dell’arcipelago. L’assenza di cementificazione selvaggia e il rigido rispetto dei vincoli paesaggistici voluti da César Manrique hanno protetto l’orizzonte vulcanico, lasciando spazio a distese di lava, spiagge oceaniche e borghi di case bianche che mantengono intatta la loro identità.
Scegliere i coni vulcanici minori e le aree meno commercializzate permette di vivere un’esperienza di viaggio fuori dai circuiti convenzionali, dove è ancora possibile camminare per ore incontrando solo il rumore del vento e la maestosità di una geologia primordiale.
Lanzarote o Fuerteventura?
A un primo impatto visivo, ho pensato che Fuerteventura fosse meglio. Mi era sembrata più grande e spettacolare, mentre Lanzarote appare inizialmente più austera e chiusa nella sua morsa di lava nera. Bastano però pochi giorni di esplorazione per ribaltare completamente la prospettiva: Lanzarote rivela una profondità geologica, un’anima vulcanica e un rigore architettonico unici che conquistano passo dopo passo.
Fuerteventura vince sul piano delle grandi distese sabbiose e di un orizzonte marino più aperto, offrendo una bellezza che si coglie subito a colpo d’occhio. Lanzarote, al contrario, chiede tempo per essere decifrata, imponendo un ritmo più lento per apprezzare le sue sfumature di ocra, rosso e basalto. Muovendosi tra i coni vulcanici meno battuti e i paesaggi, Lanzarote smette di sembrare ostile e si svela in tutta la sua potenza estetica e incontaminata.
Pur condividendo l’anima aspra e vulcanica tipica delle Canarie orientali, alla prova dei fatti la scelta finale cade senza esitazioni su Lanzarote, capace di offrire un’esperienza di viaggio molto più intima, geologicamente affascinante e lontana dai circuiti di massa.